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La grandezza inattesa: la Chiesa Madre di Moliterno (Prima puntata)

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di Domenico Emanuele Labanca Nel cuore del centro storico di Moliterno si erge la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, simbolo di fede e identità per la comunità locale. Custode di secoli di storia, arte e tradizioni.  Chi arriva a Moliterno senza conoscerne la storia resta colto di sorpresa. Nel cuore di un centro che oggi conta meno di 4000 abitanti, si innalza una Chiesa Madre ampia, solenne, quasi sproporzionata rispetto alle dimensioni del borgo arroccato attorno al castello medievale. È una presenza che interroga, che chiede di essere spiegata: perché tanta grandezza ? La risposta non sta solo nelle pietre o nelle misure architettoniche, ma nella lunga vicenda storica, religiosa e civile di una comunità che, nei secoli, ha saputo pensarsi più grande del proprio perimetro geografico. In questi articoli racconteremo la storia di questo edificio religioso e vedremo alcune delle opere custodite all’interno di questo gioiello dell'edilizia sacra di Basilicata. La chiesa Matrice ...

"La conquista di Roma" di Matilde Serao. La Basilicata in scena nella letteratura dell'Ottocento.

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Quando nel 1885 Matilde Serao pubblicò La conquista di Roma , era già una delle penne più acute e originali dell’Italia postunitaria. Figlia di un giornalista greco rivoluzionario e di una giovane napoletana di buona famiglia, aveva conosciuto la povertà, la precarietà, la fatica del lavoro intellettuale e la tenacia necessaria per imporsi in un mondo dominato dagli uomini. Il romanzo risente di questa biografia intensa: ogni pagina è percorsa dalla fame di affermazione, dall’ansia di riscatto e dalla lucidità – spesso spietata – con cui l’autrice guarda alla costruzione della nuova Italia. (Di Matilde Serao abbiamo parlato in questo articolo su minutidistoria ). La conquista di Roma è un romanzo da riscoprire, soprattutto per i lucani. E' un romanzo che parla di politica e ambizioni, lo sfondo costante è la capitale del giovane regno d'Italia, lo sfondo più profondo la Basilicata che la Serao amò profondamente. La Roma del romanzo non è la città eterna, artistica, monumentale...

Monsignor Pietro di Maria, un moliternese nella diplomazia Vaticana

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Moliterno, 4 agosto 1865. La città è in festa, è il giorno in cui si celebra la festa Patronale di San Domenico. I balconi delle case dei cittadini più facoltosi sono addobbati a festa, come di consuetudine, con le coperte più belle e appariscenti, per il passaggio della processione di San Domenico. Anche a casa di Francesco Di Maria e Maria Teresa De Nito, famiglia di commercianti, il passaggio del simulacro del Santo Patrono, accompagnato dalle statue di tanti altri santi che le rendono onore, è accolto con l’esposizione dei migliori pezzi del corredo, con coperte appariscenti e costose. In questa casa la festa è doppia, perché il giorno precedente è stata arricchita dalla nascita del piccolo Pietro, che proprio in questo giorno solenne sarà portato nella Chiesa Madre di Moliterno, la chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, per ricevere il Battesimo. Il piccolo Pietro cresce in questa casa dove sono vivi i principi cristiani e durante la sua adolescenza, più volte, esprime il deside...

Giuseppe De Lorenzo, luminare innamorato della sua Basilicata

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  Uomo di scienza, amante degli studi umanistici, poliglotta e cultore di lingue antiche, senatore, docente universitario, innamorato della Basilicata e soprattutto del territorio della sua Lagonegro. Difficile condensare in una breve presentazione la intensa e significativa vicenda biografica di Giuseppe De Lorenzo. Sono oltre 250 le sue opere scientifiche pubblicate in diversi ambiti, alcune vere e proprie opere monumentali nel campo della geologia e della vulcanologia. Amico di Giustino Fortunato e Francesco Saverio Nitti, è oggi meno conosciuto di questi ultimi forse perché egli nel 1922 aderì al fascismo. Se quella per molti fu una scelta poco felice, ben più grave sarebbe la colpa di non ricordare e dare il giusto peso a una figura così importante. Giuseppe De Lorenzo fu un lucano insigne e la sua memoria è oggi preziosa, perché la poliedricità esemplare della sua figura è soprattutto segnata da una dedizione allo studio concretamente prolifica e tangibile, che diviene te...

La Poesia come dono di Dio: la storia di Donata Doni da Lagonegro

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Giudice:  Qual è la sua professione? Brodskij:  Poeta, poeta e traduttore. Giudice:  E chi ha riconosciuto che siete poeta? Chi vi annovera tra i poeti? Brodskij:  Nessuno. E chi mi annovera nel genere umano? Giudice:  Avete studiato per questo? Brodskij:  Per cosa? Giudice:  Per essere un poeta! Non avete cercato di completare l'università dove preparano... dove insegnano... Brodskij:  Non pensavo... Io non pensavo che ci si arrivasse con l'istruzione Giudice:  E come? Brodskij:  Io penso che...venga da Dio... Questo è uno stralcio di una delle udienze stenografate nell’ambito del processo a Iosif Brodskij. Il poeta russo, che sarà Nobel per la letteratura nel 1987, era finito davanti un giudice accusato di “parassitismo”. Il regime comunista non ammetteva che vi fossero cittadini senza lavoro. In realtà il “lavoro” di Brodskij non è ammesso dai canoni sovietici, la sua poesia è troppo indipendente, come egli stesso ...

Il Beato Domenico Lentini, santo della ‘quotidianità straordinaria’

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  Domenico Lentini discepolo fedele, Zelante sacerdote ed umile profeta, rivela ancora al mondo l’altissimo valore di chi in Dio confida e a Lui si abbandona. Così, canta il popolo fedele lauriota, usando anche alcune invocazioni attribuite allo stesso Beato, e inneggia al suo santo Patrono, il Beato Domenico Lentini che in un altro canto viene invocato come “gloria di Lauria”. Intimamente legato al popolo, perché amava i poverelli con fede ardente e amor, chiamandoli fratelli e figli del suo cor e che   …quanti padri e figli ei fe pacificare, e quanti cuori afflitti ei seppe consolare . L’essenza del ricordo di questo santo sacerdote, vissuto tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800, si concentra in queste parole dei canti popolari conosciuti a Lauria e nel circondario Il ricordo della sua vita, degli   innumerevoli carismi di cui era dotato, dei tanti episodi ricchi di pietà e carità, dei tanti miracoli attribuiti alla sua intercessione, tramandati di bocca in...

Le strade dei briganti e il canestrato di Moliterno

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  Storia del tempo dei briganti in Basilicata per difendere sulle vie del formaggio, il già noto Canestrato di Moliterno Basilicata, gennaio 1862. I monti sono innevati e la coltre bianca lambisce i tetti dei paesi più in alto. Le vallate sono gelide, i boschi inaccessibili. Le strade, le mulattiere, le campagne, infestate dai briganti. Il freddo stringe in una morsa i paesi che tuttavia brulicano di vita, tra speranze di nuove ere, vecchi retaggi e ataviche differenze di classe, la gente di Lucania non è arresa, si muove. Si muove anche verso l’altra sponda dell’Oceano, dove si crea una comunità enorme, che sarà più numerosa di quella che resterà tra il Tirreno e lo Jonio. Ma i lucani non sono vinti, reagiscono ai tempi, li vivono. Come è stato per l’Unità d’Italia. La prima scintilla fu l’insurrezione lucana del 18 agosto 1860, prima di Garibaldi la Basilicata urlò “Viva l’Italia e Vittorio Emanuele”.   Si è da poco festeggiato l’arrivo del nuovo anno, il primo dopo l’Un...