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La grandezza inattesa: La Chiesa Madre di Moliterno (Seconda Puntata)

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In questa seconda puntata andremo a scoprire alcune opere d’arte conservate nella chiesa Madre di Moliterno ( qui il link al primo articolo sulla storia della chiesa). L’altare Maggiore L’altare maggiore, risalente alla fine del XIX secolo, è collocato nell’abside della chiesa, opera di maestranze meridionali.  È scolpito in marmo bianco e policromo. Al centro del paliotto è scolpita una croce in marmo bianco e motivi geometrici in giallo, verde e rossiccio. La mensa poggia su mensole a voluta con una foglia terminale in basso. Il ciborio a tempietto è delimitato da due colonne, mentre sulla portella in argento è scolpita a rilievo la colomba rappresentante lo Spirito Santo tra due teste alate e il Sacro Cuore di Gesù. La forma e le decorazioni dell’altare sono di gusto tardo ottocentesco e si ripetono anche negli altari del transetto, ma in maniera più semplificata. Si pensa siano stati lavorati da alcuni maestri artigiani del marmo di origine campana. Pala di San Pietro (Fot...

Foibe. Storia, memoria e le difficoltà del ricordo

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Ogni anno, il 10 febbraio, l’Italia celebra il Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. È una ricorrenza giovane, istituita nel 2004, ma carica di peso simbolico.   Parlare di foibe significa muoversi su un terreno fragile, dove il confine tra memoria e storia è spesso sottile e dolorosamente instabile. Ma, la storia ha la tenacia della verità. Norma Cossetto, uccisa dai partigiani Jugoslavi nell'ottobre del 1943 Il termine “foiba” indica, in senso geologico, una cavità naturale tipica delle aree carsiche dell’Istria, del Carso triestino e della Dalmazia. Durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale, queste cavità divennero luoghi di occultamento di corpi di persone uccise o scomparse in un contesto di violenza diffusa, resa ancora più opaca dal caos della fine della guerra e dal mutamento delle frontiere. In molti casi non si trattò di esecuzioni pubbliche o documentate, ma di sparizioni improvvise, arresti notturni, corpi mai ritrova...

Fenestrelle non fu un campo di stermino: come nasce e perché crolla una mistificazione storica

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Negli ultimi anni la fortezza piemontese di Fenestrelle è diventata, nel dibattito pubblico e in certa pubblicistica militante, il simbolo di una presunta “deportazione” o addirittura di un “genocidio” dei soldati meridionali. Una tesi impressionante, emotivamente potente, ma che non regge a un’analisi storica seria , fondata sulle fonti e sulla storiografia accreditata. Su Cronache Lucane del 29 gennaio 2026, è apparso un articolo dal titolo: “Il lager di Fenestrelle con vittime anche lucane”. Parlare di Fenestrelle come luogo di un genocidio di meridionali, come “campo antesignano di Auschwitz”, è scorretto. La fortezza di Fenestrelle era un complesso militare sabaudo costruito nel XVIII secolo, usato come presidio difensivo e, in alcuni periodi, come carcere militare. Dopo il 1860 vi furono detenuti anche soldati dell’ex esercito borbonico, come avvenne in numerose altre strutture carcerarie del nuovo Regno d’Italia. Questo dato è incontestabile. Ma da qui a parlare di “lager”,...

Michele Tedesco, il più importante pittore lucano dell'800. Brevi cenni biografici e opere principali.

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di Domenico Emanuele Labanca Michele Tedesco è stato un grande artista italiano del 1800, e il più importante pittore lucano di quel periodo. Michele Tedesco nacque a Molierno nel 1834. Il padre abbandonò la   famiglia e Michele venne affidato allo zio materno: Antonio Racioppi . Quest’ ultimo lo educò nella politica e nella cultura. La figura di Antonio Racioppi fu importante e cruciale nella vita di Michele. Un grande intellettuale del suo tempo, Racioppi introdusse Michele negli ambienti culturali napoletani. Infatti, insieme allo zio e al cugino Giacomo Racioppi (futuro senatore del Regno d’Italia, storico ed economista), Michele si trasferì a Napoli . Nei primi anni Cinquanta del 1800 frequentò il Real Istituto di belle arti di Napoli, dove si distinse in modo particolare per il disegno. Dopo gli studi, nel 1860 si arruolò nella Guardia Nazionale e seguì Giuseppe Garibaldi in Toscana , stabilendosi poi a Firenze , dove entrò in contatto con i macchiaioli fiorentini ...