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Michele Tedesco, il più importante pittore lucano dell'800. Brevi cenni biografici e opere principali.

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di Domenico Emanuele Labanca Michele Tedesco è stato un grande artista italiano del 1800, e il più importante pittore lucano di quel periodo. Michele Tedesco nacque a Molierno nel 1834. Il padre abbandonò la   famiglia e Michele venne affidato allo zio materno: Antonio Racioppi . Quest’ ultimo lo educò nella politica e nella cultura. La figura di Antonio Racioppi fu importante e cruciale nella vita di Michele. Un grande intellettuale del suo tempo, Racioppi introdusse Michele negli ambienti culturali napoletani. Infatti, insieme allo zio e al cugino Giacomo Racioppi (futuro senatore del Regno d’Italia, storico ed economista), Michele si trasferì a Napoli . Nei primi anni Cinquanta del 1800 frequentò il Real Istituto di belle arti di Napoli, dove si distinse in modo particolare per il disegno. Dopo gli studi, nel 1860 si arruolò nella Guardia Nazionale e seguì Giuseppe Garibaldi in Toscana , stabilendosi poi a Firenze , dove entrò in contatto con i macchiaioli fiorentini ...

Guida rapida al Giudizio Universale (di Michelangelo)

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Di Domenico Emanuele Labanca Il “Giudizio universale” di Michelangelo è uno degli affreschi più conosciuti del mondo. Fu realizzato tra il 1535 e il 1541 su commissione di papa Clemente VII ( l a commissione iniziale fu effettivamente di Papa Clemente VII , ma egli morì nel 1534. Fu Papa Paolo III Farnese a insistere affinché Michelangelo riprendesse il lavoro e lo portasse a termine ) . Fu collocato nella parete dietro l’altare della cappella Sistina e rappresenta il momento della "fine del mondo": o meglio,  il Giudizio finale sulle anime, quando Cristo ritorna per giudicare i vivi e i morti e inaugurare il Regno dei Cieli, dopo la risurrezione dei corpi.  Michelangelo lavorò da solo, con l’aiuto per i lavori manuali di preparazione dei colori e degli intonaci.     La struttura dell'opera Corona centrale Innanzitutto l’opera, come già anticipato, parla dell’ultima venuta di Cristo per inaugurare il Regno di Dio.   Come scritto nel libro dell’Apocalisse...

Pietro Cavallini, maestro del Medioevo vittima di una fake news

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di Antonio Rubino Probabilmente è tutta colpa del Vasari . Intento, nella sua opera [1], ad affermare il primato toscano della pittura moderna. Quando scrisse della vita di Pietro Cavallini, probabilmente rendendosi conto della statura artistica di questo pittore, mosaicista e miniatore, decise di risolvere, in modo anacronistico, la partita. Vasari indica il Cavallini come un allievo di Giotto . Ebbe un pò di coscienza nel definirlo un "ottimo discepolo". In realtà da questa affermazione si aprì un pregiudizio che non rende onore e merito ad un grande artista e ad un discorso storico-artistico ben più importante. Il 10 giugno 1308 il re di Napoli Carlo II d'Angiò   firma un documento per riconoscere a Pietro Cavallini "de Roma pictor" un pagamento di quaranta once d'oro. Un artista apprezzato alla corte angioina di Napoli che si presenta nella capitale del Regno con un repertorio rivitalizzato da esperienze che si ricollegano alla scultura di Arnolf...