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Il Documento archivistico in ambiente digitale

 di Antonio Rubino La nozione di documento archivistico (vedi questo articolo qui su Minuti di Storia)  può sicuramente "contenere" anche i documenti digitali. Tuttavia, nell'ambiente digitale i documenti archivistici non sono immediatamente distinguibili con la medesima facilità che si potrà avere in un archivio composto da documenti che oggi definiamo analogici. Un documento archivistico che fisicamente si trova in un archivio (inteso anche come luogo fisico), in un fascicolo, in una aggregazione archivistica,  è individuabile, ma quando ci troviamo dinanzi ad oggetti digitali non è altrettanto facile distinguere quali tra questi possano essere documenti archivistici.  Nei documenti analogici il supporto è rilevante in quanto parte fisica del documento, legata alla sua forma e anche all'espressione del suo significato (nel passato era fondamentale il suo contributo al significato stesso del documento); in ambiente digitale il supporto è necessario all'esistenza

Tutti i “documenti” sono “documenti archivistici” ?

 di Antonio Rubino Al fine di definire il documento archivistico in quanto oggetto dell’archivistica, conviene partire da una definizione di “archivio”. Archivio: l’insieme dei documenti redatti e ricevuti da una persona fisica o giuridica nel corso delle sue attività come loro strumento e residuo, e conservati per proprio riferimento da quella stessa persona o da un suo successore legittimo. [1] Consegue che: -           L’archivio risulta essere un insieme di documenti caratterizzato dall’esistenza di relazioni che si stabiliscono reciprocamente tra il soggetto che li produce (come strumento e) in rapporto alle proprie funzioni e attività. Il documento archivistico è componente elementare dell’archivio. -           Un documento che può dirsi appartenere alla classe archivio è un documento scritto o usato nel corso di un’attività amministrativa o (che sia pubblica o privata) di cui esso stesso faceva parte; e successivamente tenuto in custodia per propria informazione dalla pe

Ordinare gli archivi cronologicamente e alfabeticamente?

 di Carmine Venezia Direttore dell'Archivio di Stato di Caserta ORDINARE GLI ARCHIVI CRONOLOGICAMENTE E ALFABETICAMENTE? [1]   Eugenio Casanova [2] , nel suo celebre manuale, individua due criteri di ordinamento archivistico che palesemente “sboccano in un ordinamento errato, in una confusione maggiore di prima [3] ”: quello cronologico e quello alfabetico [4] . La data rappresenta senz’altro l’elemento più stabile e sicuro, oltre ad essere quello più agevolmente applicabile senza alcuna ambiguità di sorta. Il suo utilizzo potrebbe avvenire per l’ordinamento di atti simili – solitamente emanati dallo stesso ente o gruppo di enti – che documentano il graduale svolgimento di un’attività, individuando spesso il rapporto causa/effetto della stessa. Tra gli usi più frequenti si segnala la disposizione cronologica di sentenze, protocolli, registri e volumi [5] , di un carteggio di una determinata personalità, delle pergamene di un archivio diplomatico [6] . Quest’ultima casistica, pe

Archivistica per tutti: cos'è l'ordinamento per materia ?

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  [1] di Carmine Venezia (archivista di Stato)   Il più pericoloso, perché il più suggestivo, è l'ordinamento per materia. Esso è il primo che si presenti alla mente di storici privi di studi archivistici, e va sottolineato quanti e quali gravissimi danni abbiano commesso storici ignari di archivistica quando, purtroppo, hanno preteso di effettuare ordinamenti di archivi [2] .                Chi ha avuto a che fare con il mondo degli archivi nella propria esperienza professionale sarà stato presumibilmente dissuaso dall’utilizzare il metodo per materia, finanche a rischio di finire al rogo su pubblica piazza. Ma quali sono i motivi per i quali questo criterio di ordinamento è bollato come anti-scientifico nella disciplina di settore?             Bisogna anzitutto fare un passo indietro, accennando al contesto nel quale esso cominciò a diffondersi notevolmente. A partire dal secolo XIX si assistette ad un proliferarsi di istituti adibiti alla conservazione delle carte antich