La grandezza inattesa: la Chiesa Madre di Moliterno (Prima puntata)
di Domenico Emanuele Labanca
Nel cuore del centro storico di Moliterno si erge la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, simbolo di fede e identità per la comunità locale. Custode di secoli di storia, arte e tradizioni.
Chi arriva a Moliterno senza conoscerne la storia resta colto di sorpresa. Nel cuore di un centro che oggi conta meno di 4000 abitanti, si innalza una Chiesa Madre ampia, solenne, quasi sproporzionata rispetto alle dimensioni del borgo arroccato attorno al castello medievale. È una presenza che interroga, che chiede di essere spiegata: perché tanta grandezza ? La risposta non sta solo nelle pietre o nelle misure architettoniche, ma nella lunga vicenda storica, religiosa e civile di una comunità che, nei secoli, ha saputo pensarsi più grande del proprio perimetro geografico.
In questi articoli racconteremo la storia di questo edificio religioso e vedremo alcune delle opere custodite all’interno di questo gioiello dell'edilizia sacra di Basilicata.
La chiesa Matrice risale al XIII secolo, quando un notevole aumento della popolazione del borgo rese insufficiente l’antica chiesa parrocchiale dedicata a S. Barbara, che si trovava nei pressi dell’attuale Cappella del Carmine al rione Castello.
Secondo la tradizione la nuova chiesa fu dedicata all’Assunta per l'influenza dei profughi grumentini, che volevano ricordare il titolo della distrutta Cattedrale della antica Grumentum. Fin dalla sua edificazione è probabile che la chiesa fu denominata: Chiesa Madre.
Non abbiamo evidenze e testimonianze dell'edificio di epoca medievale.
Nel XVII secolo subì un ampliamento, per un successivo aumento della popolazione. La chiesa, secondo alcuni scritti, si presentava a 3 navate con un alto campanile.
Di questa chiesa, inglobata nell’attuale edificio, restano: le navate laterali identificabili con le prime due cappelle, dell’attuale chiesa, dedicate alla Madonna di Pompei ( a sinistra) e al SS. Crocifisso (a destra), la tela dell’Ultima Cena attribuita al Ferro (sec. XVII), alcune statue lignee, il battistero del 1617, la pila dell’Acqua santa, una Croce processionale del 1611 e due campane della prima metà del XVII secolo.
Nel 1753 iniziarono i lavori per la costruzione dell’attuale edificio, affidati all’architetto napoletano Gaetano Azzolini, che diresse solo i primi cantieri. La continuazione fu affidata ai fratelli Lanzetta e nel 1788 all’architetto Ignazio De Juliis, uno dei tanti architetti seguaci del Vanvitelli, il quale si assunse l’obbligo di completare in rustico la chiesa. Dal 1790 la chiesa restò incompleta per circa un secolo. Infatti, i fatti legati ai moti rivoluzionari del 1799 sottrassero alla fabbrica circa 10.000 ducati, utilizzati dalla Università di Moliterno per pagare un riscatto alle truppe del Cardinale Ruffo ed evitare il saccheggio del paese.
Nel 1888 alcuni cittadini guidati dal parroco don Antonio Rivelli, da fr. Michele Braccio e dal sig. Vincenzo Valinoti-Latorraca, cominciarono un’opera di restauro e completamento della chiesa, riparando il tetto, rifacendo porte e finestre, e con la raccolta dell’obolo pubblico si comprarono tre altari marmorei e si provvide alla decorazione della chiesa. Le fonti d'archivio ci dicono che nel 1857 la chiesa era stata danneggiata dal forte terremoto che interessò la Val d'Agri, rimanendo per un periodo chiusa al culto.
Essa venne consacrata e aperta al culto nel 1892 dal Vescovo di Marsico e Potenza, Mons. Tiberio Durante, come è testimoniato dalla lapide in marmo presente sotto la nicchia della statua dell’Assunta.
Nel 1932 per interessamento di Mons. Pietro Di Maria essendo parroco l’Arciprete F. Perfetti, la chiesa fu restaurata, aggiungendo nuove decorazioni e una nuova pavimentazione all’interno. L’abside fu adornato di quattro enormi tele del pittore D. Grillo. Nel 1933 il comm. Giuseppe Orlando donò alla chiesa l’organo a canne.
Nel secolo scorso la chiesa Madre è stata danneggiata da alcuni eventi atmosferici e calamitosi, nonchè da negligenti lavori di restauro, che l’hanno resa piena di umidità. Negli anni ’80 i danni sono stati limitati con la sostituzione del tetto in legno con uno in cemento armato. Nel corso degli anni ’90 sono stati ultimati alcuni restauri e la chiesa è riaperta al culto dal 1999. Alcuni restauri delle opere d’arte conservate all’interno della chiesa Madre devono ancora ultimarsi, come il restauro della “Pala di San Pietro” di Simone da Firenze, o quello dell’organo a canne.
Ad oggi è il luogo di culto più importante del paese di Moliterno, che conserva un immenso patrimonio artistico. Dei tesori d'arte custoditi dall'imponente chiesa madre moliternese ci occuperemo in un prossimo articolo.
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