SAN FRANCESCO VIVE Episodio 1 – La canonizzazione di Francesco: un giorno di gioia

 Una serie di Domenico Emanuele Labanca

Il 16 luglio, oltre a ricordare l'apparizione della Vergine del Carmelo a san Simone Stock, la Chiesa custodisce anche il ricordo di un altro evento straordinario della storia del cristianesimo: la canonizzazione di san Francesco d'Assisi, proclamata da papa Gregorio IX il 16 luglio 1228.

Sono trascorsi appena due anni dalla morte del Poverello di Assisi. La sua fama di santità è già così diffusa che il processo di canonizzazione si svolge in tempi rapidissimi, sostenuto dalla straordinaria testimonianza di vita lasciata da Francesco e dai numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. La celebrazione avviene ad Assisi, davanti alla chiesa di San Giorgio, dove allora era custodito il suo corpo.

A raccontarci quella giornata è Tommaso da Celano, primo biografo ufficiale del Santo, che sembra quasi farci rivivere la solennità e l'emozione di quel momento:

«Vescovi, abati e prelati accorrono e si riuniscono, giungendo dalle regioni più lontane della terra; è presente anche un re e grande moltitudine di conti e magnati. (...) Domina al centro il sommo pontefice con la corona sul capo in segno di gloria e di santità. Adorno delle infule papali e dei paramenti sacri allacciati con fibbie d'oro scintillanti di pietre preziose, l'Unto del Signore appare nello splendore della sua gloria e con le mani levate verso il cielo, con voce tonante grida le parole di canonizzazione, e poi insieme ai cardinali intona il Te Deum. (...) La folla risponde cantando in coro le lodi del Signore. La terra echeggia di voci immense, l'aria si riempie di inni di gloria, il suolo si bagna di lacrime. Alla fine scende all'altare e bacia con gioioso trasporto la tomba del santo.»

È una descrizione che trasmette tutta la grandezza di quel giorno. I volti dei presenti sono rivolti verso Gregorio IX, quasi sospesi nell'attesa dell'annuncio che avrebbe ufficialmente riconosciuto Francesco tra i santi della Chiesa.

Secondo quanto riferisce san Bonaventura da Bagnoregio, Gregorio IX volle che la valutazione dei miracoli e degli eventi della vita di Francesco fosse affidata proprio ai cardinali meno favorevoli alla canonizzazione. Una scelta significativa, che aveva lo scopo di garantire il massimo rigore e la più grande obiettività nell'esame delle prove. Anche questo particolare ci aiuta a comprendere quanto fosse importante che la santità di Francesco fosse riconosciuta non soltanto dalla devozione popolare, ma anche da un'attenta verifica ecclesiale.

La proclamazione della santità di Francesco rappresentò un evento di enorme portata per tutta la Chiesa. Il suo esempio di povertà evangelica, fraternità universale e amore per Cristo aveva già conquistato migliaia di persone quando era ancora in vita. Con la canonizzazione, quel messaggio diventava ufficialmente patrimonio di tutta la cristianità.

Subito dopo la canonizzazione, Gregorio IX volle che fosse edificata ad Assisi una grande basilica dedicata al nuovo santo, destinata a custodirne le spoglie mortali. Si tratta dell'attuale Basilica di San Francesco, uno dei luoghi più importanti del cristianesimo.

Fu lo stesso Pontefice a benedire la prima pietra dell'edificio e, nel 1230, ordinò che il corpo del Santo fosse traslato dalla chiesa di San Giorgio alla nuova basilica, alla quale conferì il titolo di "Capo e Madre" dell'Ordine dei Frati Minori. Ancora oggi essa rappresenta il cuore spirituale dell'Ordine francescano ed è affiancata dal Sacro Convento, centro della famiglia francescana nel mondo. Al suo interno è presente anche una sede riservata esclusivamente al Sommo Pontefice, ulteriore segno del particolare legame tra questa basilica e la Chiesa universale.

L'evento della canonizzazione è immortalato anche nell'affresco di Giotto, nella Basilica Superiore di Assisi, dedicato alla Canonizzazione di san Francesco da parte di Gregorio IX davanti alla chiesa di San Giorgio. Sebbene l'umidità abbia compromesso parte dell'opera, la scena conserva ancora oggi tutta la forza espressiva della gioia, della solennità e della partecipazione del popolo a quel momento storico.

L'anno che stiamo vivendo coincide con l'VIII Centenario della morte di san Francesco . Tra due anni, celebreremo anche l'ottavo centenario della sua canonizzazione.

Otto secoli sono trascorsi dalla sua vita terrena, eppure il suo messaggio conserva una sorprendente attualità. San Francesco continua a parlare al mondo attraverso il suo amore per Cristo, la scelta radicale della povertà, la fraternità universale, il rispetto per il Creato e il desiderio di essere autentico strumento di pace.

Anche la comunità di Moliterno conserva un legame profondo con il Santo di Assisi.

Questo legame è testimoniato anzitutto dalla chiesa francescana di Santa Croce, con l'annesso convento, luogo che per secoli ha rappresentato un importante centro di spiritualità francescana.

Ma i segni non finiscono qui.

La chiesa custodisce una pregevole statua settecentesca di san Francesco, realizzata da Nicola De Mari, e una splendida tela di Giovanni De Gregorio, raffigurante la Deposizione di Cristo dalla Croce. Un'opera che possiede un evidente respiro francescano, poiché l'artista inserisce nella scena le figure di san Francesco e di sant'Antonio, quasi a sottolineare il loro speciale rapporto con il mistero della Passione.

Vi è poi un segno ancora più concreto e prezioso: una reliquia di san Francesco, memoria tangibile della sua presenza spirituale e del messaggio che continua a trasmettere. È il ricordo di un uomo che ha saputo passare dal "sogno di sé" al "sogno di Dio", lasciandosi trasformare completamente dal Vangelo.

Infine, questo legame continua a vivere attraverso la grande famiglia dell'Ordine Francescano Secolare, composta da uomini e donne che, pur vivendo nel mondo e tra gli impegni quotidiani, scelgono ancora oggi di seguire le orme del Santo di Assisi, facendo del Vangelo il criterio della propria vita.

Tutto questo — l'arte, la storia, la spiritualità, le testimonianze custodite nella nostra comunità e la vita concreta di tanti fedeli — ci fa comprendere che Francesco non è soltanto un ricordo.

San Francesco vive.

Vive nel presente e continuerà a vivere ogni volta che qualcuno sceglierà la pace al posto della violenza, il dialogo al posto dello scontro, il rispetto al posto dell'indifferenza, la fraternità al posto dell'egoismo.

È per questo che questa serie porta il titolo: "SAN FRANCESCO VIVE".

Ci accompagnerà fino alla conclusione di questo speciale anno di grazia, il 10 gennaio 2027, per riscoprire insieme la vita del Santo che ha cambiato la storia della Chiesa e dell'umanità. Il primo santo italiano capace di parlare ancora oggi al cuore di ogni uomo: Francesco d'Assisi.

FOTO 1 (in alto a sinistra): La canonizzazione di San Francesco, Giotto, Basilica Superiore di Assisi.
FOTO 2 (in alto a destra): Raffigurazione di Francesco 
FOTO 3: Deposizione di Cristo dalla Croce, il Pietrafesa, Moliterno, Chiesa di Santa Croce
FOTO 4 (Seconda riga centrale): Reliquia di Francesco d'Assisi e altri santi
FOTO 5: Chiesa e Convento Santa Croce, Moliterno
FOTO 6 (in basso a sinistra): Scultura lignea di San Francesco, Nicola De Mari, Moliterno


                                                                                                                Domenico Emanuele Labanca


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