13 luglio 1234: la canonizzazione di San Domenico e il legame con Moliterno

Il 13 luglio 1234 papa Gregorio IX proclamò santo Domenico di Guzmán, fondatore dell'Ordine dei Predicatori. L'evento ebbe luogo a Rieti, città che nel XIII secolo rappresentava una delle sedi privilegiate della corte pontificia e nella quale il Papa soggiornò a lungo durante il difficile confronto politico con l'imperatore Federico II. In quegli anni Rieti divenne, di fatto, una delle capitali della cristianità occidentale, ospitando frequentemente il pontefice e la Curia romana.

La canonizzazione di San Domenico si inserisce in questo contesto storico. Gregorio IX, al secolo Ugolino di Conti, conosceva personalmente Domenico di Guzmán e aveva seguito con attenzione la nascita e lo sviluppo dell'Ordine dei Predicatori. Il pontefice era convinto del ruolo decisivo che i nuovi ordini mendicanti – Domenicani e Francescani – potevano svolgere nel rinnovamento spirituale della Chiesa, nella predicazione, nella formazione del clero e nel contrasto alle eresie. Per questo motivo sostenne con convinzione la loro diffusione e promosse la canonizzazione dei rispettivi fondatori: san Francesco d'Assisi nel 1228 e san Domenico nel 1234. La canonizzazione non fu soltanto il riconoscimento della santità personale di Domenico, ma anche un autorevole sostegno ecclesiale alla missione dell'Ordine dei Predicatori, destinato a esercitare un'influenza determinante nella vita religiosa, culturale e universitaria dell'Europa medievale.

Ciò che continua a dividere gli studiosi non è il luogo della città, bensì l'edificio nel quale si svolse la solenne cerimonia.

Secondo gli studi di don Vincenzo Boschi (1870-1912), i primi biografi del santo non ritennero necessario indicare il luogo della canonizzazione, probabilmente perché tutti i conventi domenicani conservavano copie autentiche della bolla pontificia e tali informazioni erano considerate di dominio comune. Le diverse copie della bolla oggi note riportano talvolta indicazioni differenti riguardo al luogo o alla data di redazione, poiché erano trascritte dalla Cancelleria Apostolica seguendo gli spostamenti della corte pontificia e recavano il luogo in cui il Papa si trovava al momento della loro emissione.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la canonizzazione si sia svolta nella Chiesa dei Santi Apostoli; tuttavia questa tesi è ritenuta poco convincente dallo stesso Boschi. La tradizione più consolidata e la maggior parte delle ricostruzioni storiche indicano invece la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Rieti come sede della solenne proclamazione, anche se manca una prova documentaria definitiva che lo attesti in modo esplicito.

Ancora oggi la città di Rieti conserva viva la memoria di quel giorno attraverso la tradizionale Rievocazione storica della Canonizzazione di San Domenico, una manifestazione che richiama ogni anno cittadini e visitatori con cortei medievali, musici, sbandieratori, falconieri e la rappresentazione del solenne rito del 1234, facendo rivivere una delle pagine più significative della storia cittadina.

Questo anniversario assume un significato speciale anche per Moliterno, che da secoli venera San Domenico di Guzmán quale proprio patrono. Il 13 luglio rappresenta quindi non soltanto una ricorrenza della storia della Chiesa, ma anche un momento per riscoprire il profondo legame religioso, storico e identitario che unisce la comunità moliternese al fondatore dell'Ordine dei Predicatori.

Questa devozione trova una delle sue espressioni più alte nel patrimonio artistico della Chiesa del Rosario, antica chiesa domenicana, che custodisce preziose testimonianze della spiritualità dell'Ordine. Tra queste spicca la straordinaria statua lignea di San Domenico realizzata da Giacomo Colombo, tra i maggiori scultori del Settecento meridionale. Di grande pregio è anche il monumentale altare ligneo dedicato al santo, impreziosito dal dipinto seicentesco che lo raffigura, una delle più significative testimonianze iconografiche della devozione domenicana conservate in Basilicata.

Attraverso queste opere d'arte la memoria del santo continua a vivere, raccontando una storia di fede che attraversa i secoli e che ha contribuito a plasmare l'identità religiosa e culturale di Moliterno.

A quasi ottocento anni dalla canonizzazione, San Domenico continua così a rappresentare un punto di riferimento per generazioni di fedeli. La sua figura ricorda ancora oggi il valore della predicazione, dello studio, della ricerca della verità e del servizio alla comunità: principi che hanno ispirato l'Ordine domenicano e che continuano a trovare espressione nella storia, nell'arte e nella tradizione di Moliterno, che nel suo patrono riconosce una parte essenziale della propria memoria e della propria identità.


Domenico Emanuele Labanca



Immaggini raffiguranti: Foto 1 - Scultura lignea di San Domenico di Giacomo Colombo, Moliterno, XVIII Secolo   


Foto 2- Dipinto raffigurante San Domenico, Moliterno, XVII Secolo


Foto 3 in alto a destra – Rievocazione Canonizzazione di San Domenico, Rieti


Foto 4 in alto a destra – Dipinto raffigurante la canonizzazione di San Domenico, Vincenzo Manenti, Rieti


Foto 5 in basso a sinistra – Altare ligneo dedicato a San Domenico, Moliterno, XVII secolo    


Foto 6 – Chiesa del Rosario, facciata, Moliterno                                              

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