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Il calcio tra storia ed epica: Il Milan di Sacchi nella nebbia di Belgrado e una prodigiosa penna bic....

di Biagio Bianculli

Il calcio ha la sua epica, oltre che una sua storia. 
Squadre che hanno sovvertito le "regole" e la concezione del calcio, sovvertendo quelle che c’erano in precedenza, rientrano nella storia, ma anche nell’epica di questo sport. Il Real Madrid degli anni ’50, l’Ajax degli anni ’70, il Milan degli olandesi di Sacchi e il Barcellona di Guardiola. 
Ma, esistono partite spartiacqua tra un’epoca e un’altra e che segnano il confine di un’epoca?




UNA PARTITA DURATA 48 ORE - Nel caso del Milan di Sacchi c’è una partita che si disputò in 48 ore. Un’epopea. Era il 9 novembre del 1988. Esattamente un anno dopo sarebbe caduto il muro di Berlino. Il Milan aveva pareggiato all’andata 1-1 contro la Stella Rossa, la Crvena Zvzeda di Belgrado. Il tridente dei serbi composto da Stojkovic, Savicevic e Prosinecki mette paura,  il sistema difensivo di Sacchi e Baresi non aveva molte possibilità. di resistere. Savicevic inaugura la gara di ritorno con il goal dell’1-0. Poi, però, un’autentica rarità al confine tra Danubio e Sava in novembre, scese un nebbione omerico. Si comprese più tardi che fu espulso Virdis e sospesa la gara al 57’ dall’arbitro tedesco Pauly, che era alla sua ultima gara internazionale.

IL RITORNO IN CAMPO - Con il regolamento di allora si dovette giocare il giorno dopo alle 14, con un clima accettabile e finalmente con la visibilità giusta. La partita fu letteralmente epica dal punto di vista agonistico. Una di quelle gare memorabili. 
Sul risultato di 1-1, gol di Van Basten, e pareggio di Stojkovic, fu una terrificante gomitata data da Vasiljevic alla mandibola di Donadoni a sconvolgere la gara. I giocatori del Milan atterriti davanti al loro compagno privo di conoscenza e con la mandibola rotta. I giocatori cominciarono a piangere, in particolare Maldini. Quando si apprese che Donadoni era fuori pericolo, si narra che Maldini abbia urlato  “Ragazzi , il Dona non è morto, il Dona non è morto”. 
Il Milan trovò strane energie e vincerà quella gara ai calci di rigore.

DONADONI SALVO PER MIRACOLO - La prodezza autentica di quella gara la fece il medico  della Stella Rossa. Era una questione di vita o di morte: Donadoni a terra non respirava più. Il medico con una penna bic, estratti i cappucci, riuscì in una sorta di respirazione bocca a bocca. Poi riuscì ad aprirgli la bocca e ricomporre la frattura. Roberto Donadoni ricominciò a respirare insieme al Milan di Sacchi e alle sue epopee.

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