Le Idi di Marzo: il giorno della morte di Cesare
Di Domenico Emanuele Labanca
15 Marzo del 44 a.C., sono passate da poco le 10 del mattino e un uomo si incammina verso la Curia di Pompeo, sede provvisoria del Senato in quanto la sede ufficiale nel foro era in ristrutturazione dopo un incendio. L'uomo non sa che fra meno di un'ora giungerà la sua fine. Quell'uomo è Caio Giulio Cesare.
Secondo le fonti, Cesare poco dopo le 10 del mattino esce di casa senza scorta: è stato convinto da Bruto a presentarsi ai Senatori, nonostante diversi presagi avversi e alcuni tentativi di metterlo in guardia operati da persone di fiducia e indovini.
Arrivato alla Curia, mentre Trebonio (uno dei congiurati) tratteneva il generale Marco Antonio, fedele a Cesare, con una scusa, il Dictator di Roma viene circondato da diversi uomini. Passeranno alla storia come i cesaricidi.
Tullio Cimbro, si getta ai piedi di Cesare, come per implorarlo: era il "segnale". Publio Casca colpisce Cesare con il pugnale, ferendolo.
"Scelleratissimo Casca, che fai!" reagisce Cesare, colpendolo a sua volta.
Poi gli altri congiurati gli furono addosso.
Quando vide brillare la lama del suo Bruto, Cesare cade sotto la statua di Pompeo (suo nemico nella guerra Civile).
"TU QUOQUE, BRUTE, FILI MI." Anche tu Bruto, figlio mio.
Cesare con poche probabilità pronunciò davvero queste parole. Secondo lo scrittore latino Svetonio, Cesare disse in Greco "Kai su teknòn"(anche tu figlio), ma lo riporta comunque come un fatto incerto, riportando una versione meno romanzata e più cruda: Cesare emise solo un gemito al momento della sua morte.
Giulio Cesare muore sotto lo sguardo della statua di Pompeo, ucciso con 23 coltellate.
I Senatori fuggirono; i congiurati spargevano la voce dell'accaduto. Il corpo di Cesare restò dentro la Curia per ore fin quando tre schiavi non lo riportarono a casa.
MA PERCHÈ CESARE FU' ASSASINATO?
Le ragioni sono molteplici: la prima è sicuramente l'aumento del potere di Cesare e il timore di buona parte della classe dirigente romana che il Dictator diventasse re di Roma, mettendo fine alla Repubblica e al potere del Senato; inoltre, la monarchia era profondamente odiata a Roma fin dalla cacciata di Tarquinio il Superbo. Quindi, il motivo reso esplicito dopo l'uccisione fu la difesa della Repubblica (ma, soprattutto la difesa del potere del Senato.)
L'impresa dei congiurati però non riuscì ad ottenere i risultati politici sperati. Il loro colpo divise Roma. Il popolo, molti senatori e l'esercito erano stati favorevoli a Cesare. Inoltre, fu importante anche il discorso di Marco Antonio al funerale di Cesare che infiammò la folla contro i congiurati. Bruto e Cassio furono costretti a lasciare Roma. E ancora il potere fu diviso nelle mani di altri 3 uomini, nel Secondo Triumvirato: Marco Antonio, Gaio Giulio Cesare Ottaviano e Marco Emilio Lepido.
Marco Antonio e Ottaviano non andavano d'accordo (e dopo questa rivalità segnerà la storia di Roma), ma insieme riuscirono a sconfiggere Bruto e Cassio che si suicidarono dopo aver avuto la sconfitta nella battaglia di Filippi.
Di lì a poco ci sarebbe stata la caduta della Repubblica Romana e l'ascesa al potere di Ottaviano (nipote adottivo di Cesare e suo erede) che sconfiggerà Marco Antonio e dara il via all'Impero. L'impero di Roma.
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