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Il Principe e la maledizione dei sette gatti neri: la favola del Racing Club


La maldición de los siete gatos negros. Ovvero “La maledizione dei sette gatti neri”. 
Ci sono derby e derby. Uno di questi è il derby di Avellaneda. La città argentina non è un posto semplice: i due stadi si guardano. Da una parte l’Indipendente, dall’altra il Racing. Nel 1967 il Racing gioca e vince la Coppa Intercontinentale battendo il Celtic, che l’anno prima a Lisbona, a sorpresa aveva battuto l’Inter. Mentre stanno giocando quella partita, dei tifosi dell’Indipendente si inseriscono all’interno dello stadio, detto “El Cilindro”, e seppeliscono “sette gatti neri morti” da qualche parte. nel campo.

L’INIZIO DELLA MALEDIZIONE - Da quella volta in poi il Racing non vincerà praticamente più: inizieranno una serie di disgrazieAi 15 titoli nazionali ottenuti prima di quella notte, infatti, farà seguito appena un torneo di Apertura conquistato nel 2001. Subito dopo un nuovo tonfo in classifica. E anche nelle varie coppe che si giocano in Sudamerica il bilancio è impietoso: prima del 1967 il Racing aveva conquistato 12 coppe nazionali e ben 5 trofei continentali - tra cui la citata Intercontinentale contro il Celtic - dopo di allora arrivano la miseria di 2 coppe: nel 1988, una Supercoppa Sudamericana e una Coppa Interamericana. Prima e dopo questo misero raccolto il nulla più assoluto, proprio mentre i vicini di casa dell'Independiente si guadagnavano il soprannome di "Rey de Copas" grazie alle ben sette affermazioni in Coppa Liberadores - di cui ben quattro consecutive tra il 1972 e il 1975 - e alle due Coppe Intercontinentali vinte nel 1973 e nel 1984.
La situazione è degenerata a tal punto che la proprietà in un paio di occasioni ha organizzato cerimonie religiose, si è spinta ai confini dell'occultismo, per poi passare a dei preti esorcisti perchè facessero qualche cosa. Si narra che durante la cerimonia il prete esorcista abbia detto: “Guardate che però una notizia per voi c'è. Dio non può credere o amare il Racing perchè questa squadra perde sempre”. Anni fa un allenatore disse: “Basta, andiamoli a cercare”. Scavarono sostanzialmente in tutto lo stadio alla ricerca delle carcasse di ossa dei famosi sette gatti neri. Ne trovarono probabilmente uno solo.

EL PRINCIPE MILITO SCACCIA LA MALEDIZIONENel 2014 torna a calcare il terreno del Cilindro, a conclusione della sua carriera, El Principe Diego Milito: “Il Racing è molto più che vincere o perdere: o ci credi o non ci credi” sono le sue parole. Chissà che non sia proprio un principe, con il suo bacio a mettere fine alla maledizione dei sette gatti neri e far tornare il Racing de Avellaneda ai fasti di un tempo...?
Il ritorno di Diego Milito in patria, e nella squadra del suo cuore, si è trasformato in un trionfo: il Racing torna in vetta, torna a vincere il titolo. La maledizione è scacciata dal Principe.
Già L’Academia, aveva vinto l’ultima volta nel 2001, proprio con El Principe al centro del suo attacco (e dopo un'attesa di 35 anni), tornando fra le grandi d’Argentina, dopo stagioni difficili fra retrocessioni, crisi finanziarie e tecniche, violenza. 
Un anno fa un’altra leggenda, un’altra storia incredibile: il Racing, conquista il campionato argentino interrompendo l’egemonia del Boca Juniors, vincitore dei precedenti due tornei. Per la quinta nobile del calcio argentino è il 18° titolo in bacheca, arrivato a cinque anni di distanza dall’ultimo trionfo targato Diego Milito, che il 1° aprile 2019 festeggia in qualità di direttore sportivo.

Realtà e leggenda, razionalità ed emotività, "logiche illogiche", coreografie pittoresche e atmosfera caliente. Tutto questo è Avellaneda, tutto questo è Independiente-Racing. Non una partita qualunque.


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